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SE CE L'HO FATTA IO

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Eccoci in montagna!

26 maggio 2018 By Monica Nanetti

Siamo rimasti in tre, e siamo finalmente arrivati in montagna. Già, perché questa giornata si è aperta con i saluti a Bruna, Cristina e Giorgio, che da Burghausen ripartivano per tornare a casa (viaggio impegnativo, il loro: tra taxi, treni, auto, scioperi e coincidenze varie, dopo 12 ore sono ancora per strada…)

Così siamo rimasti Annita, Giovanni ed io, che anche oggi abbiamo affrontato una tappa piuttosto impegnativa: un’altra novantina di km (il totale percorso finora è di circa 530), con moltissimi tratti di sterrato. Faticosi ma bellissimi.

In realtà, poco dopo Burghausen non sappiamo se abbiamo sbagliato strada oppure no, ma ci siamo trovati di fronte al nostro primo gran premio della montagna: una salita di alcuni km su un terreno parecchio sconnesso, che ci ha messo da subito a dura prova. Un itinerario splendido, peraltro: una pista completamente deserta che si arrampicava in mezzo a una foresta verdissima e perfetta. Certo, la fatica si è fatta sentire; ma anche una volta ridiscesi lungo le rive del (o della?) Salzach, lo scenario è bellissimo e rilassante, con grandi campi e piccoli villaggi ordinati. Incluso un gigantesco campo di fiordalisi davvero indimenticabile.

Anche Salisburgo è una piccola grande meraviglia. Peccato solo esserci arrivati nel pomeriggio del sabato, con orde di turisti che rendono difficile anche solo camminare per le strade. E noi, ormai abituati alla quiete dei piccoli paesi e delle strade solitarie, fatichiamo a riadattarci al caos.

Morale: siamo risaliti in bici (giusto il tempo di una pausa in pasticceria) e abbiamo percorso i nostri primi 28 km sulla ciclovia dell’Alpe Adria, arrivando (dopo alcune salite non indifferenti) al paese di Golling: piacevole, tranquillo, con alberghi accoglienti (noi dormiamo alla pensione Golingen, sulla strada principale, davvero piacevole) e ottimi ristoranti ( vi consiglio l’Adler, eccellente).

Siamo ormai in prossimità dei Tauri, e il paesaggio della montagna un po’ ci emoziona e un po’ ci preoccupa. Anzi, preoccupa soprattutto Giovanni, che ci dà delle pazze scatenate, si lamenta dei km percorsi, del peso della bici, della fatica cumulata e sostiene al telefono con gli amici di “non avere la nostra tempra”.

Secondo me è soprattutto pretattica: essendo l’unico maschio rimasto nel gruppo, si preoccupa di tenere alta la bandiera di genere. In realtà, per quanto stanco (come noi, del resto), mi pare proprio che anche lui si stia divertendo moltissimo. Anche perché passa gran parte del tempo a pedalare cantando a squarciagola un repertorio del tutto eterogeneo, che va da Battisti a Jannacci passando per i jingle delle pubblicità degli anni ‘70.

Vedremo che succede domani, quando dovremmo avere una nuova dose di salite. Per ora tutti a nanna; domani dovremmo arrivare a un terzo del cammino previsto.

buona notte!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa

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