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SE CE L'HO FATTA IO

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Di esternazioni, biciclette e senilità molesta

26 settembre 2024 By Monica Nanetti

Qualche tempo fa, in pieno centro di Milano, in pieno giorno, ho visto una donna: sporca e puzzolente, palesemente molto disturbata dal punto di vista psichiatrico, parlava da sola dicendo frasi sconnesse mentre, accovacciata al margine del marciapiede in mezzo alla gente, faceva pipì.
Non un bello spettacolo, evidentemente. Una cosa che, in aggiunta all’istintiva repulsione, suscitava sentimenti di tristezza, imbarazzo, pena, compassione per una persona palesemente non più in grado di controllare il proprio cervello e i propri comportamenti in un contesto civile; e che infatti, poco dopo, è stata pietosamente prelevata da un’ambulanza.
Lo squallore di questo piccolissimo evento, peraltro decisamente irrilevante, ha fatto sì che nessuno ne parlasse: perché mai dovremmo commentare un fatto che si commenta da solo, cioè una persona anziana, sola e ormai priva di controllo sul proprio cervello e i propri comportamenti?
Se ne parlo adesso è per un recentissimo fatto analogo, che sta rimbalzando da ieri su media e social: un signore che in passato ha ricoperto cariche professionali e politiche di un certo rilievo (seppure discutibili) e che è oggi un anziano afflitto in modo evidente da qualche forma di demenza narcisistica che lo porta ad esternazioni al di là di tutto: del buon senso, della civiltà, del codice penale e pure del buon gusto. E ad aggiungere un tocco di squallore (come se ce ne fosse bisogno) l’autoconvinzione di essere un geniale provocatore, un libero pensatore (vabbè…) che canta fuori dal coro.
Questo signore proprio ieri se ne è uscito con un’affermazione riguardante i ciclisti; una frase ampiamente ripresa e criticata, ma che mi guardo bene dal riportare, come pure il nome del suo autore. Perché a me ha fatto solo venire in mente la barbona matta che faceva pipì in mezzo alla strada: qualcosa che sì, ti dà pure fastidio, ma che non puoi considerare come un attacco all’ordine pubblico o alle istituzioni. È solo uno sconnesso latrare di un vecchietto ammattito e incattivito, il tristissimo e patetico tramonto di un uomo ormai privo di capacità di discernimento, ma anche tanto solo da non avere nessuno che lo protegga da se stesso.
Quindi smettiamo di parlarne e di ripetere quella frase come se a pronunciarla fosse stata una persona sana. Anche perché, così facendo, contribuiamo involontariamente a diffondere un’affermazione che – se è stridente per chiunque – riesco a malapena a immaginare quanto possa essere dolorosa per i molti che hanno perso un proprio caro sulla strada. L’ideale, secondo me, sarebbe che questo “giornalista” venisse condotto con mano gentile ma ferma a una residenza per anziani non autosufficienti; e se a tanto non è possibile arrivare, meglio sarebbe se ogni sua esternazione venisse sorvolata e ricoperta da quel manto di imbarazzato silenzio che si riserva al nonnetto quando scoreggia a tavola al pranzo di Natale.
PS: detto questo, qui c’è il link per chiedere le dimissioni dal Consiglio Regionale: https://lnkd.in/gKjMsA7n

Filed Under: Storie Tagged With: bicicletta, giornalismo

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