Tutto pronto, o almeno spero: domattina Annita e io caricheremo le bici su un treno per Edolo e poi via, giù per la Val Camonica, seguendo la Ciclovia dell’Oglio. Sono curiosissima di vedere questo nuovo tracciato, che si è appena guadagnato il titolo di “migliore ciclovia d’Italia”, e soprattutto ho una gran voglia di partire per un viaggio di più giorni in sella alla Poderosa.
Come abbiamo fatto lo scorso anno con il nostro giretto lungo il Rodano, da Briga a Ginevra, anche questa volta ci siamo inventate una prova generale per il lungo viaggio che ci aspetta tra poco, quel “Leonardo in bicicletta” che ci porterà da Milano ad Amboise lungo 1400 km in giro tra Italia, Svizzera e Francia.
Ma di questo vi parlerò la prossima settimana: la partenza è fissata per il 24/4, e per allora avrò modo di raccontarvi in dettaglio tutto il progetto.
Nel frattempo, però, ci siamo regalate quattro giorni di vagabondaggio in Lombardia, seguendo il corso del fiume Oglio: dopo la Val Camonica costeggeremo il lago d’Iseo, attraverseremo la Franciacorta, ci inoltreremo nella Pianura Padana fino ad arrivare al punto conclusivo della ciclovia, dove l’Oglio confluisce nel Po. Da qui proseguiremo lungo gli argini fino a Mantova, in modo da poter prendere un treno per tornare a casa. In tutto sono circa 280/290 km, che mi aspetto molto belli e divertenti; tanto più che, ho scoperto, anche questi sono luoghi “leonardeschi” (un po’ come Garibaldi, è difficile trovare un luogo dove il vecchio Leo non abbia lasciato un segno del suo passaggio), e questo ci aiuterà ulterormente a entrare nel mood giusto per il nostro prossimo itinerario.

Le preoccupazioni, a questo punto, sono solo due. La prima è il meteo, che a quanto pare continua a non promettere nulla di buono; ma noi, che cerchiamo di vedere sempre il lato positivo delle cose, ci consoliamo dicendoci che è un ottimo test per il materiale (e comunque speriamo che le previsioni siano più pessimistiche della realtà). La seconda preoccupazione, sorta solo pochi minuti fa, è il fatto di avere un bagaglio inaspettatamente piccolo e leggero; forse sto diventando una vera viaggiatrice, capace di selezionare e di liberarsi di tutto il superfluo; più probabilmente, però, sono solo distratta e mi sto dimenticando una serie di cose che si riveleranno essenziali da domani.
Ma non ho voglia di diventarci matta: alla fin fine, siamo a una manciata di chilometri da casa (e da un qualunque ipermercato con tutta la mercanzia immaginabile): comunque sia, ce la caveremo. Come, ve lo racconto domani sera.
A presto!