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Dala: la vita di là del fiume

6 ottobre 2017 By Monica Nanetti

Dala è la città che sta di fronte a Yangon, dall’altra parte del fiume. Anche se definirla città è decisamente esagerato: è una sorta di grande area di baracche immerse in una vegetazione molto simile a una giungla, con strade sterrate che la percorrono e una specie di perenne acquitrino che arriva fino alla porta delle abitazioni. Immondizia, mucche e anatre per la strada, minuscole botteghe che vendono un po’ di tutto, qualche affollatissimo barbiere-parrucchiere. Ci si arriva attraversando il fiume su un incasinatissimo traghetto pieno di una variopinta e rumorosa umanità, tra gente che si accalca, bambini che vendono ceste di uova di quaglia (o qualcosa di simile), donnine cariche di sporte di verdura.

Dala è un posto povero, che più povero non si può; è qui – e nelle aree ancora più interne e remote – che operano una serie di ong tra cui Entrepreneurs du Monde, che in quest’area sviluppa iniziative di microcredito: il loro ufficio è una casetta immersa nel verde, piena di ragazzi – del luogo e stranieri – che lavorano con un entusiasmo che si percepisce a pelle e che mette allegria. E un po’ tutta Dala, nonostante la povertà, l’umidità e la sporcizia, incredibilmente mette allegria. Saranno le persone che ti sorridono dolcemente quando ti incontrano e ti salutano; saranno queste casupole in mezzo al pantano con tonnellate di coloratissimi panni stesi ad “asciugare” sotto l’acqua battente, con un ottimismo che ti fa tenerezza; saranno i minuscoli negozietti che espongono le loro merci in una totale ma dignitosa confusione. E poi ci sono le piccole botteghe sviluppate proprio con il supporto di organizzazioni internazionali, come Chu Chu: un progetto pilota (sostenuto da Cesvi Onlus e dalla Città di Torino) che vende prodotti (borse, oggetti di arredamento, bigiotteria) realizzati nel piccolo laboratorio utilizzando vecchi copertoni e altri materiali di recupero. 

La povertà e l’arretratezza di questi posti sono enormi e lasciano sgomenti; al tempo stesso, però, vedere con quanta tenacia e volontà e fiducia si lavori per migliorare la qualità di vita di queste persone, è una cosa che ti porta a pensare che tutto sommato il mondo è ancora pieno di bella gente, e che il futuro è ancora qualcosa a cui si può guardare con fiducia.

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Birmania, Myanmar

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