Continua la pubblicazione “in differita” delle mie avventure marinare. E la mia inettitudine inizia – è proprio il caso di dirlo – a venire a galla…
Giorno 2 di navigazione
Giorno di burocrazia. Per passare dalla Turchia alla Grecia è necessario infatti fare il controllo dei passaporti e “passare la dogana” sia in uscita, nell’ultimo porto turco toccato (nel nostro caso, il paesello di Bozburun), sia in entrata (nella suggestiva isola greca di Symi). 
Per ciascuno di questi passaggi è indispensabile rivolgersi a un agente (ometto tuttofare il cui nome apre tutte le porte a livello locale), pagare un congruo balzello e aspettare varie ore ormeggiati in porto a temperature infernali.
C’è di buono che abbiamo in qualche modo ottimizzato i tempi, recuperando a Symi altri due componenti dell’equipaggio, che a questo punto – oltre alla sottoscritta – risulta così composto: Paolo, il nostro preciso ed efficientissimo capitano; Alessandro e Chiara, figli di Paolo e cittadini del mondo, in quanto residenti da lungo tempo all’estero; Gideon, marito tedesco di Chiara; Francesco, amico di vecchissima data di tutti noi; Consuelo, velista di lungo corso nonché veterinaria in grado di individuare e dettagliare qualsiasi forma animale che incontriamo sul nostro cammino.
Alla fine, nel pomeriggio siamo riusciti a metterci in marcia, a issare per la prima volta le vele (per essere precisi: lo hanno fatto gli esperti, mentre io avevo come massimo obiettivo – non sempre raggiunto – quello di non essere tra i piedi nelle manovre) e a raggiungere l’approdo di Trompeta. È questo il nome esatto? È un’isola? Una baia? Un angolo di costa? Come dicevo ieri, mi sto facendo portare in giro come un pacco postale e non ho idea di dove sono. L’unica cosa che so – ed è più che sufficiente – è che un bagno a fine giornata in queste acque tiepide e trasparentissime è un momento di goduria assoluta. Tanto più quando hai appuntamento con un’altra barca di amici accanto a cui ancorarsi e con cui condividere una incasinata, allegra e rumorosa cena a bordo (ok, eravamo in 13 ma vabbè: a turno un paio di noi stavano in piedi per mancanza di spazio, quindi non vale).
Domani, sempre in compagnia della barca dei nostri amici, si fa rotta a sud, nelle vicinanze di Rodi. Per ora dal Red Marlin, e dalla vostra improbabile marinaretta, è tutto.
P.S. il contatore segna oggi: cadute catastrofiche in cabina, 1; ingarbugliamenti nella corda (pardon, cima) in fase di manovra, 1; craniate in cuccetta, 3 (in angolazioni differenti).
