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SE CE L'HO FATTA IO

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Cose che impari a viaggiare in bici

25 aprile 2018 By Monica Nanetti

Secondo giorno di viaggio: da Grône a Villeneuve, 90 km per raggiungere finalmente le rive del Lac Léman. Durante i quali ho imparato una cosa nuova del viaggiare in bici: se vedete nelle vicinanze delle pale eoliche, non limitatevi a qualche considerazione sulle energie alternative, ma iniziate garbatamente a preoccuparvi. Perché significa che da quelle parti c’è parecchio vento, e – per la legge di Murphy – è assai probabile che quel vento soffi a vostro sfavore. E infatti è andata così, rallentate da un bel soffio contrario per buona parte del percorso.
Ma evidentemente siamo ragazze robuste, perché alla fine ce la siamo cavata senza troppi traumi e senza neppure finire la giornata devastate di stanchezza.

Una giornata, va detto, ricchissima di cose e per fortuna ancora baciata da sole e temperature perfette. Abbiamo attraversato Sion, dominata da un imponente castello, e abbiamo continuato costeggiando il Rodano fino ad arrivare a mezzogiorno a Martigny: bella città storica con vestigia di epoca romana e molte altre cose: per esempio, punto di passaggio della Via Francigena, che da qui (in linea d’aria siamo a pochi chilometri dall’Italia) si arrampica fino al passo del Gran San Bernardo per poi scendere ad Aosta.

Ma c’è molto di più: eleganti costruzioni dall’aria signorile, un ponte in legno dalla lunga storia, un vecchio borgo di “caves” (questa è zona vinicola, come mostrano gli splendidi vigneti sui fianchi della valle) e di antichi mulini come quello che ci siamo fermate a visitare. E poi a Martigny c’è la Fondazione Gianadda, imperdibile: una serie di musei tra cui una raccolta di sculture di arte contemporanea immerse in uno spettacolare giardino. Opere dei più grandi artisti della nostra epoca, ambientate in uno scenario fantastico: anche se di arte non ve ne frega nulla, datemi retta. Questo è un posto che vale la pena di visitare; tanto più in questo periodo, in cui, nella grande sala interna, c’è anche in cartellone una bellissima mostra dedicata a Tolouse-Lautrec.

Saziati in nostri appetiti intellettuali (e anche gastronomici), ci siamo rimesse in marcia di buona lena nel pomeriggio, seguendo una piacevolissima pista ciclabile che costeggia il fiume; il Rodano, in questo tratto, si allarga e si fa davvero imponente, fiancheggiato da meleti in fiore e da filari di pioppi giganteschi, spesso, tanto attaccati da ciuffi di vischio da sembrare addobbati per qualche strana festa patronale.

Adesso ci siamo fermate a dormire a Villeneuve, in un accoglientissimo b&b. Il cielo, questa sera, si è coperto di nuvoloni nerissimi, ma per ora non sembra voler piovere; vedremo domani. Noi la prendiamo in modo rilassato e con molta filosofia, con l’aiuto anche di qualche bicchiere di fendant (ottimo vino bianco tipico della zona). Quello che importa è che di rado si riesce a sperimentare una sensazione tanto rilassante, divertente e liberatoria come quella di vagabondare in un paese accogliente, scoprendo cose nuove in compagnia di amiche con cui è facile condividere entusiasmi, curiosità, interessi e risate.

A domani!

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Svizzera

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