Oggi ultima tappa interamente in Austria. Una giornata tranquilla: una quarantina di km tra Spittal e Villach, su un gradevole falsopiano in discesa, e in tarda mattinata eravamo già a destinazione.
Meglio così, dal momento che ha incominciato a piovere e che un paio di giornate di alleggerimento non possono che farci bene: il totale dei km percorsi fino a qui è a quota 700 tondi tondi, e non siamo neanche a metà del percorso che abbiamo in programma per arrivare a Milano.

E dato che domani varcheremo il confine per entrare in Italia, approfitto di questo post per qualche considerazione generale riguardante l’Austria, e in particolare l’Austria in bicicletta.
Per prima cosa, va detto che la fama di “paradiso dei cicloturisti” è assolutamente meritata. Le piste ciclabili sono ovunque, ben tenute, ben segnalate e ben collegate; e anche nei (pochissimi) tratti in cui ci si trova a condividere la sede stradale con gli automobilisti, il rispetto per chi pedala è assoluto. In più ci sono tutte quelle piccole strutture e comodità che rendono la vita più facile a chi viaggia su due ruote: fontanelle d’acqua potabile lungo i percorsi, portabici fuori da bar e ristoranti, alberghi che offrono senza problemi un comodo parcheggio per la notte.
Insomma, viaggiare in bici da queste parti è davvero facile e piacevole; tanto più perché le ciclabili a disposizione sono molto diverse tra loro. Noi ne abbiamo provate solo tre (Danubio, Tauri e Alpe Adria), nell’infinità di proposte a disposizione, e abbiamo constatato come, ad esempio, la ciclovia del Danubio sia straordinariamente “facile”, accogliente e ben organizzata (l’ideale per chi affronta il suo primo viaggio e ha bisogno di qualche rassicurazione), mentre i Tauri sono un po’ più “ruspanti”, con lunghi tratti di sterrato e un percorso meno affollato; e poi l’Alpe Adria, che con qualche salita bella tosta offre soddisfazioni anche ai più atletici (gli altri, quelli come me, scendono e spingono). Ce n’è per tutti, insomma: basta saper scegliere.
E poi, qualche considerazione generale su questo paese, l’Austria, così vicino al nostro ma per certi versi così lontano. La pulizia, l’ordine, il rispetto della “cosa pubblica” sono concetti abituali anche nei paesini più remoti; come pure la tranquillità e la sicurezza che ti permettono di girare senza l’ossessione che ti rubino la bici o le borse appena giri l’occhio (noi abbiamo stabilito il record dimenticando vicino a una fontana uno zaino con soldi, cellulare e documenti vari e ritrovandolo alcune ore dopo perfettamente intatto).
E poi, c’è la quantità e la varietà di cose da vedere: fiumi imponenti, città d’arte, palazzi monumentali, boschi e campagne verdissime, montagne spettacolari e villaggi fuori dal tempo. Senza contare un’ottima cucina e vino altrettanto eccellenti (per non parlare della birra, che è scontato).

Come dicevo, abbiamo ancora molta strada davanti a noi (più o meno un migliaio di km) e non vedo l’ora di gustarmi le prossime bellissime destinazioni.
Resta comunque il fatto che me ne parto dall’Austria estremamente soddisfatta, e con l’idea di tornarci presto: ho già messo gli occhi su un paio di itinerari che promettono molto bene…
A domani!!