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SE CE L'HO FATTA IO

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Bagan vertiginosa

17 ottobre 2017 By Monica Nanetti

Alla fine la nottata in pullman è stata meno dura del previsto: grandi poltrone-letto comode, coperta, persino uno spuntino per la buonanotte. Tutto sommato, molto meglio di un qualsiasi volo aereo. Forse persino un po’ troppo veloce: siamo arrivati alla periferia di Bagan alle 5 della mattina, e hanno faticato non poco per svegliarci e convincerci a scendere.

Così abbiamo passato la giornata a visitare tutta la zona in sella a tre scooter elettrici, schivando torrenziali acquazzoni e divertendoci come sedicenni con il Ciao nuovo (citazione degli anni 80, ovviamente; non ho idea di che cosa faccia felice un sedicenne oggi). Bagan è una grande pianura coperta di vegetazione tropicale, in cui spuntano una quantità (quasi 4000, dicono) di antichi templi e pagode. È l’attrazione più famosa del Myanmar, un po’ come se fosse il loro Colosseo, e per questo è anche un po’ più attrezzata e turistica di altre parti del paese. Non che sia un male, dal momento che significa progresso per loro e comodità in più per il visitatore, e che per ora Bagan rimane comunque un mondo sincero e autentico dove la maggior parte dei presenti sono birmani che vanno lì a pregare; ma d’altro canto ti rendi conto di quanto velocemente i luoghi rischino di diluire la loro vera natura fino, a volte, a perderla del tutto.

Ad ogni modo, per adesso Bagan è sicuramente un posto incredibile e magico, ancora più spettacolare se riesci ad elevarti quel tanto che basta per ammirare il panorama dall’alto; per i turisti più facoltosi, se il meteo lo permette vengono anche organizzati giri in mongolfiera (che sono poi le immagini più celebri di questo luogo).

In alternativa non resta che recarsi al tramonto sulle pagode più adatte e arrampicarsi sulla cima. Niente di eroico, intendiamoci: si tratta in sostanza di una scalinata piuttosto ripida e dai gradini abbastanza stretti, alla portata di chiunque. Tranne di chi, come me, soffre di vertigini; mi sono ritrovata addossata al muro, su un cornicione, insieme a una ragazza americana nelle mie stesse condizioni. Entrambe garbatamente in preda al panico, tentavamo di riderci sopra ipotizzando di farci portare lì la prima colazione, dal momento che nessuna delle due sarebbe stata in grado di scendere. A rendere più ridicola la cosa, il fatto che il tutto non si svolgeva su una torre altissima ma su una comoda piattaforma a non più di cinque metri di altezza: viste dal basso, sembravamo probabilmente due perfette idiote. Ma le paure, del resto, funzionano sempre un po’ a questo modo.

A domani!

Filed Under: Come capita, Viaggi Tagged With: Birmania, Myanmar

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