Ultima quindicina di km in Svizzera, passando per il centro di Basilea, e poi – lungo la passerella “dei tre Paesi” che attraversa il Reno – eccoci catapultati nell’arco di un centinaio di metri prima sul suolo tedesco, e poi finalmente in Francia.
Il che ci fa sentire già vicini alla meta, anche se fino ad ora, a quota 420 km totali, non siamo neanche a un terzo del nostro obiettivo.
Abbiamo salutato la Svizzera con un certo dispiacere, perché (come ho già detto nei giorni scorsi) questo è davvero un paradiso per chi viaggia in bicicletta: massimo rispetto per le due ruote, hotel bike friendly, ciclabili e ciclovia bellissime e super comode. Noi abbiamo percorso, in direzione contraria, quasi tutta la ciclovia n.3 “da nord a sud” (nel nostro caso, da Agno a Basilea) e devo dire che la cosa che più ci è dispiaciuta è il fatto di non aver goduto di questi luoghi al meglio, per colpa del maltempo che ci ha perseguitati: ma torneremo, questo è certo.
A proposito di meteo, oggi è andata alla grande: parecchio freddo, è vero; e anche inquietanti nuvoloni neri che ci hanno fatto un po’ preoccupare; ma neanche una goccia di pioggia, e per noi questo è già uno straordinario risultato.
Così abbiamo percorso i nostri primi km della ciclovia “Eurovelo 6” che ci porterà fino ad Amboise e Tours: un tracciato perfetto, sul bordo di grandi canali tranquilli e in mezzo a una campagna piena di colori.
In totale, la tappa di oggi era di poco meno di 60 km, tutti in pianura: così siamo arrivati a Mulhouse nel primissimo pomeriggio, si siamo sistemati in un gradevole albergo del centro (l’hotel BristolBristol, pure lui “bike friendly” e organizzato con una rastrelliera per bici all’interno del garage e decisamente confortevole) e ci siamo goduti un giro per il centro storico della città. Che è pulita, tranquilla, accogliente e offre quell’inconfondibile “sapore d’Alsazia” che a me ricorda sempre un po’ il cartoon “la bella e la bestia”. C’è una grande piazza con un’imponente cattedrale gotica, ci sono palazzi affrescati, viette suggestive, grandi corti silenziose circondate da eleganti palazzi d’epoca.
E poi, ovviamente, ci sono ristoranti che offrono cucina tipica alsaziana: vi segno questo nome, l’ Auberge des FranciscainsFranciscains, nell’omonima via, perché è uno ti quelli dove va la gente del posto quando vuole trattarsi bene (e in effetti ci riesce).
Io, poi, questa sera voglio bene al mondo intero perché a un certo punto mi sono infilata in un centro estetico dove mi sono regalata un “massage minute”: 15 minuti di massaggio concentrati su spalle e collo, che mi hanno rimesso al mondo. Non volevo più andarmene, e la gentile ragazza mi ha dovuto avvertire tre volte che la faccenda era “terminée” e che dovevo raccogliere le mie povere cose e levarmi dai piedi.
Insomma, una tappa di alleggerimento, e ci voleva proprio dopo le fatiche dei primi giorni. L’unica cosa che ci rende un po’ tristi è che domattina saluteremo Giovanni, che deve rientrare in Italia per impegni di lavoro (un rientro, ci tengo a sottolinearlo, già programmato in origine: non si sta ritirando!!); questo dispiace molto a tutti (lui incluso), anche perché, come lo scorso anno, pure questa volta si è ricreata quella piccola magia che fa sì che il nostro gruppetto funzioni a meraviglia, ciascuno con un suo ruolo più o meno dichiarato e in un’atmosfera di costante divertimento e relax. E chiunque abbia fatto viaggi – oltretutto fisicamente stancanti e impegnativi – sa come questo non sia affatto un risultato scontato. Vabbè, speriamo che ci raggiunga almeno per le tappe conclusive: anche se sarà difficile, perché la preparazione del nuovo film che uscirà in inverno lo inizia a tenere molto occupato (così vi ho dato anche una notizia di cinema in anteprima!).
Domani altra tappa leggera: Mulhouse – Montbèliard, più o meno 60 km. Iniziamo a inoltrarci nella Francia “vera”… anche se alla Loira mancano ancora molti km.