Ragazzi, con le salite non si scherza: ne abbiamo avuto una prova con la tappa di oggi (la settima) che ci ha portato da Golling a Dorfgastein lungo la ciclovia dell’Alpe Adria. Nei primi km, lo sapevamo, c’era un passo da superare, il Pass Lueg. Una bella sudata, ma tutto sommato una cosa breve, che si è risolta in una manciata di km. Cosi, supportati anche da una mappa le cui altimetrie sono quantomeno discutibili, credevamo di aver già fatto la nostra parte.

Invece i 62 km che abbiamo percorso sono stati un susseguirsi di salite: alcune lunghe e costanti, altre brevi e spaccagambe, inframmezzate da alcune discesone che ti davano l’illusione – vana – di essere fuori dal tunnel.
Nel tunnel, invece, ci siamo entrati in senso tutt’altro che metaforico. Il percorso include infattti un km abbondante all’interno di una galleria stradale; in tutta sicurezza, dal momento che il percorso ciclistico è protetto da un robusto guard rail, ma non per questo meno impressionante. Buio, freddo, frastuono, salita: ne siamo usciti un po’ provati, oltre che sollevati.

Ad ogni modo, alle 15.30 siamo arrivati al piccolo villaggio di Unterberg, nei pressi di Dorfgastein, dove ci sono prati verdissimi, quiete assoluta e una pensione (la Unterbergerwirt) che oltre a coccolarti in stanze dal profumo di legna, ospita anche un ristorante strepitoso. Basti dire che la padrona di casa, la signora Elfriede, è la campionessa salisburghese nella preparazione dei Salzburger Nockerl, un dolce locale soffice come una nuvola e davvero squisito.

Insomma, abbiamo trovato il modo di rimetterci in forze. Ne abbiamo bisogno, perché la giornata di domani prevede altre salite: quante, a questo punto, non è dato sapere, e forse è anche meglio cosi. Intanto ho abbandonato con un certo dispiacere il corso della Salzach, perchè vedere Giovanni che tentava di ricordarsene il nome era un vero spasso: nell’arco di due giorni ha nominato tutti i corsi d’acqua conosciuti (dal Tamigi al Flumendosa, dal Tagliamento al Don) senza azzeccarci una sola volta.
Un’ultima nota tecnica, prima di chiudere: per quanto mi riguarda, il problema maggiore che sto sperimentando in questi giorni è quello della puzza: gli acquazzoni quotidiani e un po’ di umidità notturna hanno reso impossibile l’asciugatura del mio bucato quotidiano, con il risultato che tutto il mio abbigliamento (e di riflesso anch’io) puzza di muffa in modo spaventoso. Avermi accanto temo che sia come essere dentro una cantina per l’invecchiamento dei prosciutti. Oggi ho rilavato e steso diligentemente tutto per l’ennesima volta, ma non sono certa del risultato che troverò domattina. Se qualcuno ha consigli me li mandi, per cortesia: non ne posso più di sentirmi addosso questa “eau de cave”.
Per stasera è tutto. Buona notte, a domani!!
