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SE CE L'HO FATTA IO

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Amici in viaggio

18 febbraio 2018 By Monica Nanetti

Che io non sia una brava blogger, è evidente: stando ai sacri testi, si dovrebbe “postare” con regolarità, almeno un paio di volte la settimana, per garantirsi cose tipo “il posizionamento nei motori di ricerca, l’ottimizzazione della SEO…” eccetera eccetera.

Il fatto è che io – e lo rivendico come un pregio – riesco a scrivere e a parlare solo se ho davvero qualcosa da dire: quindi chissenefrega, questo blog avrà un andamento altalenante. Una volta ogni tanto nei periodi di “ferma” e di lavoro, e magari tutti i giorni quando ci sarà un viaggio o qualcosa di interessante da raccontare.

cartina amici in viaggioIntanto vi aggiorno su “Da Vienna a casa” (l’itinerario completo lo trovate nella seconda parte di questo post): mancano esattamente 92 giorni alla partenza (21 maggio) e io sto già scalpitando.

Anche perché la Poderosa sta regalandomi grandissime soddisfazioni. Rispetto alla vecchia bici (che resterà comunque nel mio cuore e che ha fatto splendidamente il suo lavoro) mi sembra di essere su un altro pianeta, neanche avessi un motorino. Le prime uscite di prova, di 40/50 km, sono scivolate via alla grande; sì, beh, un po’ di male al sedere per la sella nuova, un po’ di male al polso (quello fratturato lo scorso anno) per il diverso assetto, ma tutto sommato si procede benissimo.

Anche sul fronte dell’organizzazione del viaggio, le cose vanno avanti. Come già raccontavo, alcuni aspetti sono un po’ diversi dallo scorso anno, ma va bene così. Diceva John Steinbeck che non sei tu a decidere come sarà il tuo viaggio: al contrario, ogni viaggio ha un suo carattere, una sua impronta, che decide lui e che è inutile (anzi, controproducente) cercare di contrastare.

E così in questo caso, anziché essere sole solette, ci ritroviamo a fare una partenza di gruppo. E che gruppo… nel più puro spirito “Se ce l’ho fatta io”. Un agglomerato di 11 veri amici (e questo è l’aspetto essenziale, e il migliore) quanto più diversi tra loro, come età (dagli 11 ai 60 anni), come provenienza, come esperienza ciclistica, come forma fisica. Ma, quello che più importa, tutti accomunati da un meraviglioso approccio rilassato, dalla voglia di prendersi tempo per sé, di godersi il viaggio, di non farsi troppe menate e di adattarsi senza problemi alle circostanze. Infatti, già solo la cena/riunione preparatoria di pochi giorni fa è stata divertentissima.

Non è ancora chiaro quanti di loro arriveranno fino a Milano: sicuramente molto pochi, o forse nessuno. La maggior parte percorrerà solo il primo tratto, fino a Passau o fino a Salisburgo, per poi “sganciarsi” e rientrare a casa.

Il casino, adesso, è organizzare la partenza con il trasporto di 11 biciclette fino a Vienna… Non è facile come sembra, soprattutto considerato che nessuno di noi ha voglia e competenza per mettersi a smontare, imballare e rimontare le bici in aeroporto o in stazione (in effetti, questo è un elemento un po’ inquietante: su 11 persone, non ce n’è una che capisca qualcosa di meccanica).

Stiamo pensando alle possibili soluzioni, e in qualche modo ne verremo a capo.

bici amici in viaggioCerto, almeno nelle prime centinaia di km sarà una cosa molto differente dal viaggio “in solitaria” dello scorso anno lungo la Francigena. Ma non posso dire che mi dispiaccia: alla fine, è la dimostrazione che il messaggio di Se ce l’ho fatta io in qualche modo è passato e ha fatto proseliti. Persone che non si sarebbero messe in moto e che invece sono state invogliate a partire dalla nostra esperienza e dai nostri racconti: mi piace, e un pochino mi rende orgogliosa.

Comunque, questo non significa che il mio spirito di lupo solitario si sia estinto. Nel frattempo sto anche pensando a qualche breve “fuga” preparatoria: due o tre giorni, giusto per scaldare i motori; anche perché basta iniziare a guardarsi intorno per scoprire un sacco di posti bellissimi e a portata di mano.

La settimana scorsa, per esempio, ho conosciuto i simpaticissimi ragazzi che stanno occupandosi della rinascita della Via Postumia, e le idee che mi hanno dato basterebbero da qui all’anno venturo.

Anche perché, parliamoci chiaro: la vita non è tutta rose e fiori. Di incazzature, tristezze, delusioni, malinconie, preoccupazioni, ne abbiamo tutti una dose più che consistente.

È uno zaino pesante, quello che ciascuno di noi si porta dietro ogni giorno. Meno male che ci sono anche sistemi molto semplici per alleggerirlo un po’, e per procedere più facilmente nel tempo che abbiamo davanti.

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa, Poderosa

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