• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar

SE CE L'HO FATTA IO

Sogni. Ci provi. Ti piace. Ripeti.

  • L’idea
  • Chi sono
  • Viaggi
    • In bici
    • A piedi
    • Come capita
  • Progetti
  • Storie
  • Attrezzatura
  • Podcast
  • Libri & guide
    • “In bicicletta. L’Europa a due ruote” – National Geographic/White Star Editore
    • “La Via Francigena svizzera” – Morellini Editore
    • “Via Francigena for dummies” – Hoepli Editore
    • “Se ce l’ho fatta io” – Ultra Sport Editore
  • Parlano di noi
  • Contatti
You are here: Home / Viaggi / Alpe Adria, spettacolare

Alpe Adria, spettacolare

30 maggio 2018 By Monica Nanetti

Ce lo avevano detto in tanti, che la ciclovia dell’Alpe Adria è bellissima. Ma una cosa è sentirlo, e un’altra è vedere con i propri occhi. Ed è proprio vero, si tratta di un percorso spettacolare. Anche quest’oggi è stata una tappa relativamente leggera: una quarantina di km che ci hanno portato dall’Austria in Italia, da Villach fino a Tarvisio.

Una splendida strada che sale gradualmente in mezzo a boschi verdissimi e pieni di cose a cui noi cittadini non siamo abituati: gli odori (il profumo dell’erba, del legno, della resina), i rumori (canti di uccelli di tutti i tipi e fruscio della vegetazione), luci che cambiano, animali che si muovono in tutta tranquillità nel loro ambiente (inclusa una biscia con cui Giovanni ha praticamente fatto amicizia). Per chi ama pedalare nella natura, quello dell’Alpe Adria è veramente un percorso da non perdere.

E cosi, dopo 10 giorni di cammino siamo finalmente rientrati in Italia, festeggiando degnamente il nostro ingresso nella macdrepatria. Prima con una notevole esibizione canora di Giovanni sul confine e poi, una volta arrivati a Tarvisio, facendoci coccolare in un gran bell’hotel (Il Cervo) con tutto quello che un cicloturista stanco può desiderare: un parcheggio per le bici, stanze grandissime e accoglienti, una piscina panoramica e un centro benessere dove godersi un massaggio che ti rimette al mondo. Senza contare (visto che il tema gastronomico non manca mai) l’ottimo frico che preparano nel ristorante (per chi non lo sapesse: è un piatto tipico friulano a base di patate e formaggio, da leccarsi i baffi).

Una pausa ristoratrice che ci voleva proprio. Soprattutto perchè, nonostante ci sentiamo ormai vicini a casa, un realtà non siamo neppure a metà strada: 740km percorsi su un totale di 1700. Ci aspettano ancora quasi un migliaio di km sicuramente bellissimi e pieni di meraviglie, ma anche, temo, parecchio faticosi soprattutto per via del caldo che troveremo in pianura. Per ora, comunque, non stiamo troppo a preoccuparcene: vedremo cosa succede strada facendo. Domani, sempre sul tracciato dell’Alpe Adria, puntiamo a Venzone: ormai siamo in discesa verso il mare. “So far, so good”, quindi.

Da Tarvisio per stasera è tutto. Come dicono i friulani, “mandi”!

CONTRORDINE:

Per stasera non è affatto tutto, perché dopo che avevo scritto questo post ci siamo goduti una di quelle serate preziose, capaci di “segnare” un viaggio. Il caso ha voluto che finissimo a cenare all’Osteria Hladik (segnatevi questo nome), che in realtà è molto più di un’osteria, ma un luogo dall’atmosfera straordinaria. In primo luogo è un locale affascinante, con vecchi mobili in legno, piccoli tavolini in stile tradizionale, un grande bancone a cui si affaccia il patron Rinaldo. Secondo, è un ristorante di qualità elevatissima, con pochi piatti, ma tutti di assoluta eccellenza. Terzo, è il punto di ritrovo di una buona fetta del paese, tutti indistintamente simpatici, cordiali e accoglienti, con cui è facile fare amicizia.

E se da una parte c’è il gruppo di pensionati habitué che si bevono un aperitivo in compagnia, dall’altro ci sono i “numeri uno” dell’intero comune: sindaco, vicesindaco, capo del soccorso alpino; c’era persino quello che viene chiamato “assessore agli orsi”, cioè responsabile delle tematiche ambientali, con importanti progetti di protezione della fauna che vengono portati avanti tra mille difficoltà. È così che abbiamo scoperto che a Tarvisio, oltre a una moltitudine di cervi, risiede anche un bel gruppo di orsi bruni (uno è stato ripreso dalle telecamere mentre gironzolava di notte, nel pieno centro del paese, davanti alla caserma dei carabinieri) e addirittura – caso unico in Italia – una piccola colonia di splendide linci. Ma le sorprese di questo piccolo centro, all’incrocio di tre paesi (Italia, Austria e Slovenia) con differenti linguaggi e culture, non sono finite: festival e concerti con nomi del calibro di Ben Harper e 2Cellos; un santuario, quello dei Monti Lussari, dalla posizione eccezionale; feste e iniziative varie; gare di coppa del mondo femminile di sci alpino…lo stesso Rinaldo, gentilissimo, ci ha portato dopo cena a fare un rapido giro in auto per il paese. E abbiamo cosi capito che questo è un posto in cui vale la pena di ritornare, con calma e attenzione.

buona notte!

 

Filed Under: In bici, Viaggi Tagged With: Da Vienna a casa

Primary Sidebar

Iscriviti alla mia newsletter

Categorie

  • Progetti
  • Storie
  • Viaggi
    • A piedi
    • Come capita
    • In bici

Seguimi

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Sponsor

Cerca

Se ce l'ho fatta io - un progetto di Monica Nanetti - Privacy Policy