Oggi giornata di percorso misto: per evitare di ripercorrere vari km di strada già fatti ieri, da Grado abbiamo deciso di caricarci con bici e borse su una barchetta a Grado, e da lì attraversare la laguna di Grado, la laguna di Marano e di sbarcare alla fine a Marano Lagunare, grazioso borgo di pescatori.

Un giro sull’acqua davvero piacevole, che ci ha permesso di scoprire panorami a cui non siamo abituati e che ci ha dato anche la possibilità di visitare uno dei famosi “casoni”. Un tempo erano solo capanni d’appoggio per chi andava a pesca, poi con il tempo si sono evoluti fino a diventare una sorta di “rifugi” per il tempo libero; luoghi dove si va per fare festa con gli amici e per gustare “a filo d’acqua” le bellezze della laguna, pur mantenendo l’assoluta semplicità, quasi primitiva, che li caratterizza. Nei casoni tetto e pareti sono di canne, e nella maggioranza dei casi mancano energia elettrica e acqua corrente; in compenso, però, la dicono lunga sul carattere e lo spirito della gente che vive da queste parti.

Tornati sulla terraferma, è iniziato un nuovo capitolo del nostro viaggio: quello della Via Postumia, con le sue frecce gialle spennellate a mano e con i suoi percorsi sterrati nel bel mezzo della campagna. Nei prossimi giorni vi diro qualcosa in più su questo cammino; per il momento mi limito ad aggiungere che siamo arrivati a Portogruaro, cittadina molto “veneziana” con corsi d’acqua, bei canali è un campanile pendente dalla sorprendente forma “a banana”.

I dettagli architettonici li ha spiegati un nuovo improbabile soggetto che si è aggiunto questa sera al nostro gruppo, presentandosi come “l’architetto”. Eccolo mentre spiega i dettagli del campanile di Portogruaro:
E sempre sullo stimolo intellettuale dell’architetto, è stata presa un’importante decisione: in considerazione dell’elevato interesse culturale dell’iniziativa e degli importanti temi affrontati con assiduità, è stato eccidi di modificare il nome ufficiale del viaggio, che non si chiamerà più “da Vienna a casa”, bensì “dalla Sacher al risotto”.
Al momento non riesco a caricare il video con cui il professore spiega questa scelta, ma potete guardarvelo sulla pagina Facebook di “se ce l’ho fatta io”. Fatelo, perché ne vale la pena… 😉
Anche per stasera è tutto. Buona notte, alla prossima!!!